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SistemaHACCP

Glossario HACCP · Prerequisiti e igiene

GMP: cosa significa nell'HACCP

GMP significa Good Manufacturing Practices, cioè buone pratiche di fabbricazione. Nel contesto alimentare indica regole organizzative e operative che rendono produzione, locali, persone e attrezzature coerenti con condizioni controllate; non sostituisce l’analisi dei pericoli né identifica da sola un requisito giuridico unico.

Fonti primarie verificate3 minutiAggiornato il 15 luglio 2026

Definizione operativa

Che cosa comprendono le GMP alimentari

Le GMP possono riguardare flussi, istruzioni di lavorazione, ricevimento, stoccaggio, manutenzione, uso delle attrezzature, abbigliamento e comportamento del personale. Il contenuto cambia con attività e settore. Per essere verificabili, le regole devono indicare responsabilità, condizioni accettabili, controllo e risposta quando l’operazione non segue lo standard.

Nell’Unione europea gli obblighi vanno ricondotti alle fonti applicabili, in particolare ai requisiti d’igiene del Regolamento 852/2004. La sigla GMP aiuta a organizzare le pratiche, ma non crea una deroga e non permette di sostituire il testo normativo con una checklist generica acquistata o copiata.

Rapporto tra GMP, GHP e HACCP

GMP descrive soprattutto il buon governo della fabbricazione; GHP mette al centro le condizioni igieniche. I due insiemi si sovrappongono e sostengono l’HACCP. L’impresa può usarli nel proprio lessico, purché definisca il perimetro ed eviti di dichiarare controllato un pericolo senza evidenze operative.

Verificabilità

Fonti primarie consultate

Perimetro dell’informazione

Il contenuto descrive il quadro generale verificato sulle fonti indicate. Non sostituisce la valutazione dell’autorità competente o di un professionista sul caso concreto. Le regole regionali sulla formazione alimentare devono essere controllate nel territorio interessato.

Responsabilità editoriale: DODALO S.R.L.