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SistemaHACCP

Fact-check normativo

DL 159/2025, articolo 1-bis: il termine di 30 giorni

L’articolo 1-bis del DL 159/2025 concede a imprese turistico-ricettive e somministrazione fino a trenta giorni per concludere una specifica formazione sulla sicurezza sul lavoro. Il richiamo è all’articolo 37 del D.Lgs. n. 81/2008: non è un nuovo termine nazionale per conseguire l’attestato HACCP.

Fonti primarie verificate8 minutiAggiornato il 15 luglio 2026

Oggetto della norma

Cosa stabilisce l’articolo 1-bis

Il DL 31 ottobre 2025, n. 159 contiene misure urgenti sulla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La legge 29 dicembre 2025, n. 198 lo ha convertito con modificazioni e ha inserito l’articolo 1-bis, intitolato al termine massimo per l’erogazione della formazione nelle imprese turistico-ricettive e negli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande.

La disposizione considera il basso livello di rischio e le peculiari modalità di erogazione del servizio. Stabilisce che la formazione e l’eventuale addestramento specifico di cui all’articolo 37, comma 4, lettera a), del D.Lgs. n. 81/2008 si concludano entro trenta giorni dalla costituzione del rapporto di lavoro. Per la somministrazione di lavoro, il termine parte dall’inizio dell’utilizzazione.

Il rinvio normativo è decisivo: l’articolo 37 appartiene al testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Il termine riguarda la formazione collegata alla costituzione del rapporto, non la preparazione igienico-alimentare regolata dal pacchetto igiene e dalle fonti territoriali.

A quali attività si applica

Il primo gruppo comprende gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande come definiti dall’articolo 5 della legge 25 agosto 1991, n. 287. Il secondo comprende le imprese turistico-ricettive. La presenza di alimenti nel titolo dell’attività non trasforma la norma in una disposizione HACCP: identifica settori nei quali opera la deroga temporale alla regola ordinaria della formazione dei lavoratori.

Per applicare la disposizione serve verificare l’inquadramento concreto. Ristorante, bar e attività ricettiva sono esempi tipici, ma denominazione commerciale e codice ATECO non bastano da soli a risolvere ogni caso. Titolo autorizzativo, attività effettivamente esercitata e forma del rapporto di lavoro devono essere coerenti.

Come si calcola il termine

Il dies a quo, cioè il giorno dal quale decorre il termine, è collegato alla costituzione del rapporto di lavoro. Per il lavoratore somministrato, la legge indica invece l’inizio dell’utilizzazione presso l’impresa. La regola non usa la data di apertura del locale, il primo turno con alimenti o la data di iscrizione al corso HACCP.

Eventi rilevanti per il termine dell’articolo 1-bis
SituazioneDecorrenza indicataEvento da documentare
Rapporto di lavoro direttoCostituzione del rapportoData di assunzione risultante dalla documentazione lavoristica
Somministrazione di lavoroInizio dell’utilizzazioneData di avvio della missione presso l’utilizzatore
Formazione HACCPNon disciplinata dall’art. 1-bisSi applicano le fonti igienico-alimentari e regionali pertinenti

Un’impresa dovrebbe registrare in modo leggibile data iniziale, percorso assegnato, moduli, eventuale addestramento e data di conclusione. Se il rapporto cambia, occorre valutare se si tratti di nuova costituzione, prosecuzione o diversa situazione giuridica: questo passaggio richiede un controllo lavoristico, non una deduzione automatica dal calendario.

Perché non è un termine per il corso HACCP

La disciplina HACCP deriva principalmente dai Regolamenti europei sulla sicurezza alimentare. L’allegato II del Regolamento n. 852/2004 richiede che gli addetti alla manipolazione siano controllati e abbiano ricevuto addestramento o formazione in materia d’igiene adeguati all’attività; la concreta disciplina della formazione alimentare è poi articolata territorialmente.

L’articolo 1-bis non modifica queste fonti, non cita l’attestato alimentarista e non stabilisce durata, contenuti o aggiornamento di un corso HACCP. La soglia dei trenta giorni non può quindi essere trasferita per analogia. Se una Regione impone una tempistica diversa o richiede che determinate competenze siano possedute prima della mansione, quella fonte va verificata separatamente.

La guida alla normativa HACCP ricostruisce la gerarchia alimentare. Il fact-check sull’Accordo Stato-Regioni 2025 mostra invece perché anche quel testo appartiene al sistema della sicurezza sul lavoro.

Come gestire i primi trenta giorni senza creare un vuoto di sicurezza

Un termine per concludere la formazione non equivale a un periodo senza prevenzione. Prima di assegnare attività, il datore di lavoro deve considerare rischi, capacità, istruzioni, supervisione e misure già necessarie. L’eventuale addestramento specifico citato dalla norma deve essere coerente con attrezzature e operazioni effettive.

  1. Registrare l’evento iniziale: assunzione o inizio dell’utilizzazione del lavoratore somministrato.
  2. Verificare il perimetro: attività di somministrazione o impresa turistico-ricettiva e ruolo concretamente svolto.
  3. Programmare il percorso: formazione ex articolo 37 e addestramento specifico quando richiesto dai rischi e dalle attrezzature.
  4. Gestire il lavoro nel frattempo: istruzioni, affiancamento, supervisione e limiti operativi adeguati, senza usare il termine come esonero.
  5. Tenere separato l’HACCP: verificare in parallelo formazione igienica, procedure di autocontrollo e regole regionali.

Il rischio di una comunicazione imprecisa

Scrivere “nuovo obbligo HACCP entro trenta giorni” è una scorciatoia che cambia oggetto alla norma. Può indurre un’impresa a comprare il corso sbagliato, trascurare la formazione di sicurezza effettivamente richiesta o credere che l’addetto possa manipolare alimenti senza competenze fino allo scadere del termine.

Una comunicazione corretta indica sempre la fonte richiamata, il tipo di formazione, i destinatari e l’evento da cui decorre il termine. Se un’offerta commerciale usa il DL 159/2025 per sostenere la validità nazionale di un attestato HACCP, il claim deve essere respinto: il testo vigente non fornisce quel supporto.

Come controllare il termine nel fascicolo del lavoratore

La verifica deve partire dal testo vigente e dalla documentazione del rapporto. Per un’assunzione diretta si individua la data di costituzione; per il lavoratore somministrato si documenta l’inizio dell’utilizzazione presso l’impresa. Da quel riferimento si calcola il limite massimo, conservando prova dell’iscrizione, calendario, presenze, verifica finale ed eventuale addestramento. Usare solo la data stampata sull’attestato non dimostra quando il termine abbia iniziato a decorrere.

Il fascicolo deve anche spiegare perché la disposizione è ritenuta applicabile. La classificazione dell’impresa come turistico-ricettiva o come esercizio di somministrazione non si presume dalla presenza occasionale di alimenti; va confrontata con l’attività esercitata e con l’inquadramento pertinente. La mansione del lavoratore e i rischi valutati determinano poi il percorso concreto. Se il perimetro è dubbio, la decisione richiede una verifica lavoristica qualificata.

Una pianificazione affidabile non concentra tutto al trentesimo giorno. Registra subito il fabbisogno, assegna il percorso, definisce istruzioni e supervisione iniziali e verifica l’avanzamento prima della scadenza. L’addestramento, quando necessario, riguarda l’uso corretto e sicuro di attrezzature, macchine, impianti, sostanze o dispositivi e deve essere tracciato secondo le regole applicabili. Non può essere sostituito da una lezione generica né rinviato se l’attività richiede competenza preventiva.

In parallelo, l’OSA mantiene il proprio controllo igienico. Prima che l’addetto operi deve ricevere istruzioni adeguate sui compiti effettivi: igiene personale, contaminazioni crociate, allergeni, temperature, pulizia, non conformità e procedure del locale. L’eventuale attestato regionale e la formazione aziendale vengono verificati nel fascicolo HACCP, con date e criteri propri. I due flussi possono condividere anagrafica e promemoria, ma non fonte, contenuti o prova di conformità.

  • Prova della decorrenza: documento del rapporto o dell’inizio della missione.
  • Prova del percorso: programma coerente con ruolo e rischi, presenze, verifica e attestazione.
  • Prova dell’applicazione: istruzioni, supervisione e addestramento specifico quando richiesto.
  • Controllo distinto: requisiti HACCP regionali e competenze igieniche associati alla mansione alimentare.

Il conteggio e le prove vanno ricontrollati prima della chiusura del fascicolo.

Domande frequenti

Risposte dirette

Il DL 159/2025 impone il corso HACCP entro 30 giorni?

No. L’articolo 1-bis richiama l’articolo 37, comma 4, lettera a), del D.Lgs. n. 81/2008 e riguarda la formazione e l’eventuale addestramento specifico sulla salute e sicurezza sul lavoro. Non modifica il Regolamento n. 852/2004 e non introduce un termine nazionale per la formazione degli alimentaristi.

Da quando si contano i trenta giorni?

Il testo indica la costituzione del rapporto di lavoro come momento iniziale. In caso di somministrazione di lavoro, il termine decorre dall’inizio dell’utilizzazione del lavoratore. La norma fissa il momento entro cui formazione ed eventuale addestramento specifico devono concludersi, senza cancellare gli altri obblighi di prevenzione immediatamente applicabili.

Quali imprese rientrano nella disposizione?

La disposizione menziona gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande definiti dall’articolo 5 della legge n. 287/1991 e le imprese turistico-ricettive. Per stabilire se una singola attività rientra nel perimetro occorre verificare inquadramento effettivo, titolo di esercizio e organizzazione del rapporto di lavoro.

Il lavoratore può iniziare l’attività prima di aver completato il corso?

La norma introduce un termine massimo per concludere il percorso nei settori indicati, ma non autorizza a esporre il lavoratore a rischi senza misure adeguate. Informazione, istruzioni, supervisione, eventuale addestramento e limiti operativi devono essere definiti in base ai rischi reali e alle altre disposizioni del D.Lgs. n. 81/2008.

Verificabilità

Fonti primarie consultate

Perimetro dell’informazione

Il contenuto descrive il quadro generale verificato sulle fonti indicate. Non sostituisce la valutazione dell’autorità competente o di un professionista sul caso concreto. Le regole regionali sulla formazione alimentare devono essere controllate nel territorio interessato.

Responsabilità editoriale: DODALO S.R.L.